ROMA-Lunedi 23 luglio 2012 alle ore 11.30 nella sede di Confindustria a Roma parte la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici per il triennio 2013/2015. L’obiettivo di Fim e Uilm, che hanno presentato la piattaforma di rinnovo del contratto è quella di realizzare una seria e serrata trattativa con Federmeccanica e concludere il rinnovo entro la scadenza del contratto vigente, prevista per dicembre 2012 e mettere così nella busta paga dei lavoratori metalmeccanici un primo momento salariale già a gennaio 2013.Sarà una trattativa difficile, per la crisi e le “pretese” di Federmeccanica, abbiamo però dalla nostra una buona piattaforma, il sostegno dei lavoratori e le regole unitarie che sosterranno la trattativa e la realizzazione di un buon contratto.L’assenza della Fiom dal tavolo non è una sorpresa, ne una novità, è già il quarto contratto metalmeccanico che salta negli ultimi anni, e non è quindi – la sua assenza – un impedimento al suo rinnovo.La loro esclusione dalla trattativa, è solo la logica conseguenza dei gravi errori commessi dalla Fiom nel contratto nazionale e in Fiat quando, rifiutando regole democratiche e le mediazioni unitarie si sono autoesclusi, consapevolmente, dalle relazioni sindacali della categoria.Oggi “abbaiare alla luna”, come fa questa Fiom non riuscirà a coprire i propri errori. Come può pensare Fiom di rinnovare un Ccnl di cui non ne riconosce l’esistenza e contro il quale ha presentato numerosi ricorsi in tribunale (tra l’altro tutti persi) e senza una piattaforma – quella che presentarono in autunno 2011, era fuori da ogni regola e per questo già respinta da Federmeccanica. La Fiom, se ha ancora a cuore l’interesse dei lavoratori metalmeccanici, ha una sola cosa da fare, aderire alla piattaforma di Fim e Uilm e sostenere la trattativa con Federmeccanica, l’unica in grado di garantire, in applicazione delle regole unitarie di Cgil, Cisl e Uil, un positivo rinnovo del contratto nazionale. Tutto il resto compresi gli appelli alla democrazia rientrano nella chiacchiera e nella propaganda, buone forse, per una certa politica, non per i lavoratori metalmeccanici.





