Egr. dott. Giovanni Ialongo
Presidente Poste Italiane
E, p.c. Egr. dott. Francesco Ferrari
Responsabile delle relazioni industriali Italia centrale
Gent.ma dott.ssa Tiziana Gasbarra
Dirigente provinciale Poste italiane di Frosinone
Alle OO.SS.
Oggetto: chiusura uffici postali in provincia di Frosinone
Egregio Presidente,
mi preme sottoporre alla Sua attenzione una questione di assoluta urgenza per il territorio ciociaro. Mi riferisco, in particolare, alla ventilata ipotesi di chiusura di dodici uffici postali che sta allarmando l’utenza, i dipendenti e le forze sindacali.
Da quanto finora appreso la procedura di dismissioni decisa da Poste Italiane in provincia di Frosinone dovrebbe colpire le sedi di Piedimonte San Germano 1, Piumarola, Abbazia di Montecassino, Castro dei Volsci, Cerreto di Valle Rotonda, Colleberardi, Monticelli, Roselli, Scaffa San Sossio, Selva Cava, Serrone e Valle Luce. Inoltre, una riduzione nell’orario, sarebbe prevista per le sedi di Casalattico, Gallinaro, Rocca d’Arce, Terelle e San Biagio Saracinisco.
La decisione, afferente ad un piano nazionale ispirato al principio di economicità, tiene conto di meri calcoli statistici, tralasciando ogni riflessione in merito al ruolo sociale nel tempo acquisito da Poste Italiane.
La chiusura delle suddette sedi, infatti, da un lato non tiene conto delle esigenze dell’utenza (perlopiù pensionati costretti a spostarsi dalla loro residenza per usufruire di un servizio ormai consolidato) dall’altro, in prospettiva, non considera il futuro taglio dei posti di lavoro determinato da possibili ed inevitabili diminuzioni dell’utenza.
Alla luce di ciò, a fronte di un Ente che può vantare un bilancio in attivo e che nel tempo ha dimostrato di saper rispondere al meglio alle necessità dell’utenza, si chiede Voler analizzare in concreto la situazione e verificare le effettive urgenze oltre il mero dato statistico.
On.Antonello Iannarilli (PdL)Presidente provincia di FROSINONE-







