ROMA-9 LUGLIO 2012-“Sulla riforma per la costituzione delle Città Metropolitane pesa in maniera davvero molto rilevante l’assenza di un coinvolgimento democratico di tutti i cittadini nella scelta dei suoi rappresentanti. Non è infatti possibile che il futuro sindaco dell’area metropolitana venga eletto esclusivamente con i voti dei cittadini del capoluogo. Nel caso della città metropolitana di Roma, ad esempio, il nuovo sindaco governerebbe una realtà di oltre 4 milioni di persone ma legittimato dal voto di circa 2 milioni e mezzo di persone, ossia solo gli abitanti della capitale. Questa non è democrazia, non si amministrano territori senza il coinvolgimento democratico dell’intera cittadinanza. Anche se sconta il limite evidente di essere inserito in un quadro di provvedimenti legati al solo risparmio e al taglio della spesa la riforma può andar bene e comportare una maggiore efficienza del sistema, ma va risolto assolutamente questo vulnus democratico altrimenti il provvedimento rischia di diventare un boomerang”.






