ROMA- 21 aprile 2012-A strabiliante novità annunciata da Alfano e l’azzeramento delle cariche dell’UDC disposto da Casini non rappresentano un modo né serio né utile di rifondare l’area moderata e liberale della politica italiana, che non può realizzarsi solo attraverso la cooptazione di qualche tecnico o il cambiamento di un nome.
Che idea di paese abbiano UDC e PdL infatti non è dato sapere. La tattica di appoggiare o subire qualunque iniziativa del Governo Monti non equivale a disporre di un vero progetto per il paese. Ma è da qui che occorre ripartire. Perché, come abbiamo scritto più volte, la crisi impone una rielaborazione profonda e convincente dell’offerta politica che sarà proposta agli italiani nel 2013. Quel che serve è un metodo opposto a quello fin qui seguito: costruire un cantiere sui contenuti di una nuova proposta liberale e democratica da proporre agli italiani nel 2013. Un cantiere per la crescita che coinvolga tutte le forze sociali, politiche e culturali che non si riconoscono in una visione pessimista e dIfensiva del futuro del paese. Italia Futura ha presentato un manifesto per avviare questo processo. Sui contenuti e sulle proposte di quel manifesto sarebbe opportuno che le forze di ispirazione liberale e democratica si esprimessero, compiendo così il primo passo per un serio rinnovamento della politica italiana. Perché il marketing può funzionare, ma non può vendere un prodotto che non c’è. E quel che gli italiani non perdonano ai partiti è esattamente questo: la loro inconcludenza, persino in una condizione di drammatica difficoltà come quella di questi mesi.







