Comunicati Stampa Viterbo — 01 aprile 2012
VITERBO-Marco Ciorba- Coordinatore FLI Città di Viterbo

Marco Ciorba-Coordinatore FLI Città di Viterbo

VITERBO-1 aprile 2012-Cubo io che cubi tu! Potrebbe essere un curioso titolo di un film comico ma ahimè è il tragico titolo del “affaire” sviluppo termale di Viterbo.  E il caso “Itet” non è altro che la punta dell’iceberg dell’incapacità di una programmazione territoriale non attenta a uno sviluppo urbano armonico, rispettoso dell’ambiente e del patrimonio archeologico e minerario del capoluogo.Sarebbe difficile attribuire tale incapacità a una sola amministrazione poiché dal dopo guerra a oggi chiunque abbia amministrato, ha sempre disatteso il suo programma elettorale sul termalismo, demandando le deleghe in materia all’approssimazione quando forse sarebbero servite figure tecniche preparate nella materia, però come si suole dire non si può piangere sopra il latte versato ed è forse è arrivato il momento di far partecipare concretamente i cittadini al futuro della nostra città.E poiché stiamo parlando di cementificare a vita un’intera parte della nostra Città, è arrivato il momento di attivare per la prima volta a Viterbo uno strumento di democrazia diretta quello del referendum comunale consultivo, e lasciare ai cittadini la possibilità di dare un concreto contributo d’indirizzo a chi amministra la Città, anche nel rispetto degli elettori dell’attuale maggioranza che hanno votato un programma elettorale che prevedeva lo sviluppo turistico – termale e non la cementificazione di un’area agricola e anche d’interesse archeologico – paesaggistico come ha affermato la Sovraintendenza.Che fosse un’area archeologica d’interesse era già segnalato dal sito della Provincia di Viterbo e da numerose pubblicazioni, come quelle ad esempio del professore Cristiano Iaia  che parlano degli  insediamenti del protostorico nei Monti Cimini e in modo dettagliato nell’area Monte Pizzo – Barco,  area con primi ritrovamenti già nel 1958, ma forse qualcuno si è dimenticato di porvi i giusti vincoli .Un cambio di destinazione d’uso da turistico a residenziale di 90000 metri cubi di cemento per noi di Futuro e Libertà è una questione di rilevanza generale per l’intera collettività soprattutto quando interessa lo spostamento in un’area agricola d’interesse archeologico a ridosso di un parco regionale quello dell’Arcionello e nelle immediate vicinanze del monte Palanzana;  Se un tale spostamento avvenisse con il placet del comune, a una tale iniziativa seguirebbero richieste analoghe per centinaia di migliaia di metri cubi di cemento, ferme attualmente per vincoli e che giacciono nei cassetti dell’amministrazione comunale. Essendo la questione un fatto di rilevanza generale  attiviamo un referendum consultivo e visto che un tale strumento di democrazia diretta è previsto all’art. trenta dello Statuto comunale, chiediamo ai viterbesi se vogliono salvaguardare le pendici della Palanzana polmone verde della Città, mettendo dei limiti alla cementificazione in aree d’interesse archeologico paesaggistico.Per attivarlo bastano solo due terzi dei consiglieri, e sarebbe incomprensibile che qualche consigliere si rifiuti a dirimere la questione con il contributo dell’intera collettività, un rifiuto avrebbe l’amaro significato che quel consigliere o il partito che lo rappresenta sta lì per altri interessi.E’ vero si che al comma due dell’articolo trenta  prevede  i casi in cui il referendum consultivo è escluso come per i provvedimenti riguardanti  concessioni ecc,  ma è vero pure che si può porre un quesito di indirizzo ambientale-archeologico di tutela del nostro patrimonio, che avrebbe lo stesso significato,  tale precisazione è dovuta per evitare che qualche consigliere si nasconda dietro a cavilli burocratici. Nello stesso  tempo spero che nessuno si nasconda nemmeno dietro questioni di tempo giacché la società Itet ha rispolverato il progetto dopo decenni.Poiché “l’affaire Itet” ha suscitato numerose posizioni,  vorrei  ricollegarmi alla domanda provocatoria di qualche giorno fa del consigliere Ricci : “ Forse va bene così?” Come coordinatore Fli della Città di Viterbo io rispondo in modo deciso e fermo che a noi futuristi così non va bene e preferiamo programmare il futuro della nostra Città con il contributo di tutti i cittadini, utilizzando strumenti di cittadinanza attiva come i referendum consultivi, soprattutto quando si tratta di questioni di rilevanza generale che riguardano il nostro patrimonio archeologico- ambientale.Con questa proposta ufficiale e costruttiva, Futuro e Libertà della Città di Viterbo invita i partiti di maggioranza e minoranza ad ascoltare la popolazione, perché si tratta di un fatto di rilevanza generale per il futuro della nostra Città e con l’occasione, vorrei rivolgere una domanda ad alcuni amici che siedono in consiglio comunale: “ Cari Fusco, Rotelli, Ricci, Gabbianelli e voi tutti consiglieri comunali non sarà il caso di sentire l’opinione dei viterbesi ? non sarà il caso di salvaguardare il nostro patrimonio paesaggistico – archeologico? O no?

Marco Ciorba Coordinatore FLI Città di Viterbo


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