VITERBO- 27 gennaio 2012- Dunque… il lupo perde il pelo ma non il vizio.A Viterbo c’è sempre chi prova a chiudere la stalla dopo che i buoi sono fuggiti. Vedi il ‘ caso ‘del concorso all’Ater di Viterbo per un posto di capo ufficio stampa. Un concorso pubblicato quasi ‘ alla chetichella ‘ su Il Messaggero nel mese di agosto ( il giorno 7, per la precisione ) dello scorso anno e da noi ‘ denunciato ‘ ( nel silenzio assoluto della stampa locale eccezion fatta, come sempre, per Il Nuovo Corriere Viterbese ) il 24 agosto grazie alla segnalazione fattaci pervenire da un anonimo cittadino viterbese. Già: il lupo perde il pelo ma non il vizio e – nel caso specifico – il ‘ lupo ‘sarebbe l’avvocato-giornalista Paolo Gianlorenzo, direttore di Altolazio News che non più tardi di ieri si è attribuito ‘ il merito ‘di aver fatto ‘ esplodere ‘ il caso, dimenticando ( o facendo finta di non sapere ) – appunto – che al contrario fummo noi ( e il Nuovo Corriere Viterbese) a porre per primi una serie di domande sulla legittimità o meno ( e sulla opportunità) di quel concorso. Ma non per questo noi oggi intendiamo rivendicare alcun ‘ merito ‘ come fa l’avvocato-giornalista Paolo Gianlorenzo. Già: oggi diventa addirittura un merito fare il proprio dovere così come – a volte – si fa diventare un eroe chi fa semplicemente ( e con la dovuta professionalità ) ciò per cui è pagato dallo Stato. No: evidentemente il problema è l’inverso, il problema è quello di chi, al momento opportuno, non fa il proprio dovere. Come chi, all’epoca, non si stracciò le vesti per quel concorso all’Ater. Ma tant’è: ora il concorso è stato espletato e c’è stato un vincitore. A buoi scappati – appunto – si cerca di chiudere la stalla ( da parte di chi avrebbe dovuto controllare a suo tempo che i buoi non scappassero) mentre da parte della politica si minimizza ( come sempre) ed anzi si lasciano intravedere eventuali stizziti messaggi intimidatori. “ Dovete stare molto attenti a parlare di certe cose “, ha detto il direttore dell’Ater di Viterbo, Ugo Gigli, intervistato da Il Nuovo Corriere Viterbese. Già: perché si dovrebbe stare molto attenti a parlare di certe cose, cioè di un concorso pubblico in un ente pubblico? Semmai… semmai non dovrebbe essere l’esatto contrario ? Non dovrebbero essere gli amministratori pubblici a stare ‘ molto attenti ‘quando in ballo ci sono i soldi di tutti noi, cioè… i soldi della collettività? Non dovrebbe mostrarsi grato il direttore dell’Ater di Viterbo, Ugo Gigli, nei confronti di chi gli permetterà di dimostrare che si è trattato di un concorso ( quello per capo ufficio stampa dell’Ente) estremamente lineare e trasparente? E la neo presidente dell’Ater?
Che dire della ex lady degli gnocchi ( di San Lorenzo Nuovo), Gabriela Grassini ? “ Concorso per l’ufficio stampa ? Non sono affatto preoccupata. Chiariremo tutto. “ ha detto a chi le chiedeva cosa ne pensasse dei ‘ rumors ‘messi in giro da qualcuno. Già, chiarirà tutto: dove e con chi ? In famiglia, alla Regione Lazio, dove è stata convocata dal fratello del presidente dell’Ater, l’on . Ugo Gigli ? O con Teodoro Buontempo, indirettamente chiamato in causa dopo che si è conosciuto il nome del vincitore? O con Francesco Storace che pure – non ci capisce bene a quale titolo – ha trovato da ridire anche lui sulla inopportunità del concorso ? No: fa male la ex lady di ferro di Alleanza Nazionale a non preoccuparsi dato che – come abbiamo già detto – in ballo ci sono i soldi della collettività, non quelli del suo portafoglio e quando si spendono i soldi della collettività – se si sbaglia – si paga di tasca propria.
Ci pensa, infatti, la Corte dei Conti a presentare il conto. Già: a proposito di conti: non sarebbe il caso – intanto – che la neo presidente dell’Ater ci dicesse quanto è costato sino a questo momento, alle casse dell’Ater di Viterbo, l’espletamento di questo concorso ? Già: non sarebbe il caso – intanto – che la neo presidente Gabriela Grassini ci spiegasse come è possibile ( stando alle notizie che si leggono sulla stampa) che, nonostante abbia vinto il concorso, il neo capo ufficio stampa dell’Ater di Viterbo non avrebbe potuto essere immediatamente assunto in quanto non ci sarebbero i soldi per pagargli lo stipendio ? Onestamente facciamo fatica a credere ad una cosa del genere per cui ci rimettiamo a quanto ci vorrà chiarire la suddetta Gabriela Grassini. Già: facciamo fatica a crederci dato che – quando un ente locale bandisce un concorso pubblico ( e lo espleta) – è evidente che dovrebbe avere urgente ed indifferibile bisogno di quella ( o di quelle) figure professionali per la quale il concorso è stato bandito ed espletato. Il che dovrebbe voler dire… il che dovrebbe voler dire che i soldi per lo stipendio dovrebbero essere già stati necessariamente previsti nel bilancio dell’Ente. Bene, allora: ci sono o non ci sono questi benedetti soldi per pagare lo stipendio al neo capo ufficio stampa dell’Ater di Viterbo ? Se non si dovessero essere… per quale motivo è stato bandito il concorso?

Se invece ci sono… per quale motivo il vincitore del concorso non viene immediatamente assunto e pagato ?
Il capo ufficio stampa ( che non c’è ) serve veramente o non serve ? Forse… forse i soldi li avrebbe dovuti mettere la Regione Lazio e poi – non sappiamo bene per quale eventuale motivo – non li ha più mandati ? Forse… forse il capo ufficio stampa dell’Ater di Viterbo avrebbe dovuto pesare sui bilanci dell’assessorato di Teodoro Buontempo ? Sono questi i chiarimenti che la ex lady di ferro dovrebbe tranquillamente dare ai viterbesi, alla politica viterbese che si pone domande ( come noi) senza tentare di contrapporre – come suo solito – i muscoli alla ragionevolezza. Noi, in tutta sincerità, non sappiamo come andrà a finire questa storia: se finirà, cioè, nella consueta ‘ bolla di sapone ‘ o se invece , alla fine, verrà fuori qualcuno che ( non convinto dalla risposte date o… non date) deciderà di andare più a fondo nell’intera vicenda. Noi diciamo solo ( ma lo dicemmo già il 24 ed il 26 agosto dello scorso anno ), noi diciamo solo che quel concorso – a nostro avviso – non si sarebbe dovuto fare in quanto ‘ sbagliato ‘ ( se così vogliamo dire) il bando. Da un concorso a capo ufficio stampa, infatti, non si possono escludere i giornalisti pubblicisti ( come è stato fatto dall’Ater di Viterbo) che fanno legittimamente parte dell’Ordine dei Giornalisti come i professionisti. La differenza tra i pubblicisti ed i professionisti – infatti – non è di capacità o di qualità ma solo di… rapporto di lavoro: i professionisti fanno solo i giornalisti, i pubblicisti hanno un altro lavoro considerato primario. Tutto qui. Tant’è che nelle redazioni non è raro trovare ( specie nei giornali in provincia) giornalisti professionisti e giornalisti pubblicisti che lavorano fianco a fianco, con le stesse mansioni e le stesse retribuzioni. A nostro avviso – dunque – già quella norma ad escludendum avrebbe dovuto fare dichiarare nullo il bando. Così come la poca ‘ trasparenza ‘ per la valutazione dei requisiti, giustamente rilevata dal direttore de Il Nuovo Corriere Viterbese, Evandro Ceccarelli.
Così come quella ‘ cretinata ‘ (per non dire peggio) dell’età minima di diciotto anni prevista per i giornalisti professionisti che avessero voluto partecipare, accompagnata però dall’altra condizione di un minimo di cinque anni maturati da professionisti. Già: non basta dire che, in effetti, ci si è sbagliati ed espletare poi il concorso lasciandovi le norme sbagliate che potrebbero renderlo illegittimo.
No: il concorso andava annullato e non espletato.
Non averlo fatto prima… molto probabilmente significherà doverlo fare ora. Non si è trattato – dunque, e non si tratta – solo di ‘ inopportunità ‘di quel bando. Si trattava – e si tratta tuttora – di accertarne e di stabilirne la eventuale legittimità o meno. Ed ecco, allora, che i velati amichevoli ‘avvertimenti ‘eventualmente lanciati da chicchessia potrebbero assumere un altro significato. Ecco, allora, che il mostrare i muscoli da parte di chicchessia potrebbe – alla fine – diventare un maldestro tentativo di nascondere la reale debolezza delle ragioni a monte delle decisioni adottate.
Ma noi – oggi – siamo tranquilli e ( per il momento) restiamo alla finestra. Già: non più tardi di ieri l’avvocato-giornalista Paolo Gianlorenzo, quello che ‘ fa le pulci ‘ a tutti ( meno che a se stesso) ha detto che di questo concorso se ne occuperà lui personalmente. Al che, come già detto, noi ci sentiamo tranquillizzati. E aspettiamo. Chissà che – una volta ‘ fatta giustizia ‘ nei confronti dell’Ater di Viterbo, l’avvocato-giornalista Paolo Gianlorenzo non decida di fare chiarezza anche sui 30,5 milioni di euro che L’Opinione avrebbe messo in berta, pagati dallo Stato, dal 2003 al 2009 (?), soldi anche questi nostri ( come quelli dell’Ater ) ? O lui, l’avvocato-giornalista-direttore Paolo Gianlorenzo, con L’Opinione che ‘ mette in berta ‘ 30,5 milioni di euro dello Stato ( cioè nostri) non c’entra niente? Ma su questo… su questo ci torneremo sopra. In un altro momento.
O no ?
Michele Bonatesta
Presidente del Movimento di Opinione
Insieme per il territorio





