Comunicati Stampa Regione Lazio — 15 settembre 2011

Ing-Mauro-Rossato-Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering

MESTRE- 14 settembre 2011- Intervento di Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering-Una tragica esplosione in una fabbrica di fuochi d’artificio e il Lazio conta in una sola giornata 6 vittime sul lavoro. Una strage quella verificatasi a Frosinone che raddoppia le morti per esplosione registrate dall’inzio dell’anno in tutto il Paese. Erano infatti sei quelle rilevate dal nostro Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering, società di ingegneria di Mestre fino al 31 agosto.Sei lutti quelli del frosinate che cambiano, purtroppo, i numeri dell’epigrafe delle morti sul lavoro nel Lazio. Con 19 decessi fino alla fine del mese scorso, la regione aveva una media di oltre 2 vittime al mese. Ma l’incidente di lunedì 12 settembre porterà sicuramente a rivedere con grande sconforto medie e statistiche delle morti bianche a livello territoriale e nazionale.Intanto l’unica certezza è che sei vite si sono spezzate. Per questo il compito di chi come noi si occupa di sicurezza non è quello di indagare sulle cause che hanno condotto al gravissimo episodio – ci penseranno i magistrati a farlo – ma è quello di ripetere quanto sia fondamentale e prioritario in un Paese che si considera uno dei protagonisti della scena economica mondiale investire per proteggere la vita dei lavoratori che sono vite umane e forza produttiva.Per dire basta all’ignoranza quando si parla di sicurezza. Perché esistono discipline precise che debbono essere rispettate. Certo se le verifiche da parte degli enti di controllo fossero più frequenti, magari il lassismo verrebbe sostituito dalla paura, dai timori delle sanzioni. E, forse, questo è un percorso possibile per arrestare la compilazione dell’epigrafe delle morti bianche in Italia.Ma non è certamente solo l’angoscia del sistema sanzionatorio a spingere nella direzione più virtuosa.Si sente poco, per esempio, il monito istituzionale. Eppure gli amministratori dovrebbero essere i primi portavoce in tal senso. E concretamente potrebbero tradurre i buoni propositi con sgravi fiscali per chi investe in sicurezza all’interno della propria attività.Si tratta di obiettivi ambiziosi, certamente, ma non irraggiungibili.Ripeto, però, che ciò che conta è la coesione tra impresa, politica e giustizia. Perché a nulla vale lo sforzo del singolo.

 


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