Eventi Frosinone — 20 agosto 2011

GIOVANNI CELLI Sindaco di RIPI (FR) - FESTA DELL'EMIGRANTE 2011

GIOVANNI CELLI Sindaco di RIPI (FR)-Omaggio floreale alla Signora FRANCESCA BERARDI

RIPI- 20 Agosto 2011-Il Sindaco Giovanni Celli, il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Roberto Zeppieri,l’Amministrazione Comunale di Ripi, Domenica scorsa, hanno promosso ed organizzato una serie di iniziative dedicate agli emigranti. per salutare il ritorno dei tanti concittadini che vivono lontano dalla loro terra.

L’Amministrazione Comunale di Ripi ha voluto far rivivere ai concittadini ripani emigrati all’estero, momenti felici della loro vita facendoli sentire più vicini alla loro terra dove sono nati.  Un momento particolare che è servito e servirà a rafforzare il profondo legame che unisce tantissimi emigranti al proprio paese natio, un modo per fare sentire i nostri emigranti, ancora una volta e ancora di più, parte integrante della comunità ripana. Sono stati consegnati dei riconoscimenti  ad oltre 35 famiglie che risiedono all’estero.Una festa che non si è limitata solamente a festeggiare i concittadini lontani, ma ad onorarli anche con un ricordo istituito al fine di celebrare persone che hanno dato lustro e onore al proprio paese. Un particolare premio è stato consegnato alla signora Francesca Berardi, che il 1° febbraio 2012 compirà  100 anni., direttamente dal Sindaco Celli. Si ricorda che la signora Berardi è espatriata a New York dal 1927 .Una valida proposta, questa,  che per un giorno all’anno, attraverso un momento di condivisione e di festa  è riuscita  con tantissima gente, a dare senso e valore a quei sentimenti di appartenenza e fratellanza altrimenti sviliti dalla lontananza e dall’assenza.Voluta dall’Amministrazione Comunale di Ripi, dal Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone Antonello Iannarilli e realizzata in collaborazione con le Associazioni ripane di New York,  Monteral, Toronto  , Windsor,  San Paolo (Brasile) per rinsaldare i rapporti tra la popolazione locale ed i suoi migranti ed immigrati.Sempre più numerosa la Comunità estera che ogni anno viene a raccontare nella piazza di Ripi la loro storia di emigranti, nel mai cancellato ricordo del loro comune di origine.Ripi  è diventato un luogo di musica popolare con il gruppo folkloristico “Le tradizioni” di Minturno e un momento particolare e religioso con la processione dell’Inchinata.  Ci sono state due distinte processioni recanti una le immagini della Vergine Assunta e l’altra quella del SS. Salvatore; quella che ha accompagnato  la Vergine aveva come punto di ritrovo e partenza la chiesa della Madonna Succurre Miseris; l’altra che accompagnava il Salvatore è iniziata  invece dalla chiesa SS. Salvatore,  due cortei quindi che hanno percorso  itinerari diversi per poi incontrarsi a Piazza G. Baccelli ed effettuare l’inchino reciproco delle due sacre icone, portate a spalla da donne e uomini devoti.Una moltitudine di persone che hanno voluto trascorrere una giornata in compagnia, ospiti alla “Festa dell’Emigrante” a Ripi, dove, si è vissuto un incontro di sana allegria con i tanti ripani che sono tornati, seppur per pochi giorni, nel loro comune per ritrovare parenti, amici ed il sapore dei piatti tipici, del buon vino e dell’olio d’oliva delle colline ripane. Il sindaco Gianni Celli ha affermato: “Io sono entusiasta dell’ottima riuscita di questa iniziativa, era da tempo che pensavamo di organizzare la “Festa dell’Emigrante” per sottolineare l’impegno e l’amore verso il proprio paese di nascita e di origine, invitando tutti ad un grande momento di festa per il piacere di ritrovarsi. Due volte l’anno il Sindaco Celli si reca a New York e Montreal per incontrare tutti i ripani residenti in America ed in Canada, in occasione della festa che i ripani organizzano”.Anche il Presidente della Provincia ha manifestato tutta la sua vicinanza per l’iniziativa: “Il nostro popolo – ha commentato – è più numeroso fuori dai confini della nostra provincia che al loro interno. Una moltitudine di nostri parenti e amici che pensano a noi e alla loro terra come a un valore insostituibile. Non solo è giusto onorarli ad ogni occasione possibile ma prendiamo ad esempio il loro orgoglio di appartenenza. Sempre più dobbiamo essere capaci di riattrarre e rendere partecipi questi nostri conterranei perché costituiscono un importante valore aggiunto e un bagaglio di valori insostituibili”.


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