Provincia di Roma — 01 marzo 2011

Dott. RAFFAELE DALESSANDRO-Consigliere (PdL) - CASTEL GANDOLFO (RM)

CASTEL GANDOLFO -I guardiaparco, l’Arpa Lazio, in collaborazione con la procura di Velletri, nei giorni scorsi hanno sequestrato l’edificio di Villa Dewi Francesca più noto come grande edificio bianco (oggi giallo), situato lungo un costone adiacente al Lago Albano, sul territorio del comune di Castel Gandolfo. Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione per l’avvenuto sequestro ed il nostro compiacimento perché, da tempo, con atti ufficiali, avevamo denunciato, nelle sedi competenti, questo scempio paesaggistico ed ambientale, che contribuiva al degrado del nostro amato Lago. La prima interrogazione consiliare al Sindaco di Castel Gandolfo da me firmata è datata dicembre 2009, da lì una lunga trafila di risposte vaghe ed evasive da parte del Sindaco. Oggi assistiamo alla corsa al comunicato stampa da parte di chi fino a ieri nulla ha fatto, di quanto in suo potere, per risolvere questa problematica che da troppo tempo si trascinava. La colpa è orfana ed il merito ha molti padri, diceva un vecchio adagio, in politica a volte questa massima vede la sua più plastica e palese rappresentazione. Tuttavia oggi non possiamo cancellare inadempienze e responsabilità, che su questo fatto specifico molte Istituzioni portano intere su di sè. Ci riferiamo non solo al Comune di Castel Gandolfo condotto dall’attuale giunta di centro-sinistra, ma anche all’ente Parco Regionale dei Castelli Romani, il quale, nella precedente gestione, sembra avesse rilasciato il nulla osta alla richiesta di permesso di costruire (ai sensi dell’art. 36 e 34 del DPR 380/01 e s.m.i.) per costruzioni abusive annesse all’edificio sequestrato nei giorni scorsi nella medesima area protetta. Auspichiamo che il Parco dei Castelli Romani intraprenda con sempre maggior vigore un’ attività indefessa di controllo e monitoraggio del territorio, per sanare le troppe ferite che l’abusivismo edilizio e altri scempi creati dall’uomo, come l’abbandono e lo scarico a cielo aperto in questi giorni di eternit sulla via Olimpica,  ha inflitto e sta ancora infliggendo al nostro paesaggio ed alla nostra qualità complessiva della vita. La tutela del nostro patrimonio ambientale e paesaggistico la si fa con i fatti, con i documenti ufficiali più che con tanti, troppi, convegni parolai, più inclini alla strumentalizzazione politica che alla reale risoluzione dei problemi. Ci complimentiamo con gli operatori che hanno lavorato per ottenere questo indubbio successo per tutti i cittadini di Castel Gandolfo, ma invitiamo tutti a distinguere tra chi si affolla per raccogliere gli applausi postumi e chi denuncia i problemi prima, e lavora concretamente per la loro risoluzione. La politica non si può mai sostituire alla magistratura, tuttavia può essere utile strumento di stimolo per fare emergere le tante storture che sui territori tutti i giorni i cittadini sono costretti a subire in silenzio. Atti di sindacato ispettivo come le interrogazioni, mozioni ed interpellanze, nelle sedi preposte, cioè nelle aule consiliari, sono strumenti che in pochi usano ma che rappresentano il vero metodo di controllo che gli eletti dal popolo e le persone tutte, hanno per manifestare i bisogni, le problematiche e le esigenze del quotidiano.Dr. Raffaele DALESSANDRO (consigliere comunale Pdl Castel Gandolfo – coordinatore castelli romani Eurota)


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(1) Reader Comment

  1. cercherò di essere molto conciso vivo Castel Gandolfo dal 1984 ma quello che è successo in questi ultimi 10/13 anni e vergognoso e dovrebbero solo farsi un esame di coscenza i signori dal sindaco a tutti gli amministratori perchè se solo dovessi comiciare ad elencare le cose che per me non vanno (ed evidenti a tutti) non basterebbe una giornata a scrivere. La cosa simpatica che tra breve avremo le nuove elezioni per sindaco e a mio sindacabile parere i signori papabili sicuramente le nuovi menti daranno sfogo hai loro PROGETTI (battuta cattiva!! il tempo parlerà)non cambierà nulla ma spero con tutto il cuore che mi possa sbagliare

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