ROMA – Susanna Camusso arriverà alla guida della Cgil con molti primati: la prima donna, l’esperienza più lunga nel sindacato, il segretario più “informatizzato”.Milanese, 55 anni, comincia la sua attività nel 1975 coordinando le politiche delle 150 ore e diritto allo studio della Flm di Milano. Come Epifani di famiglia borghese, non ha mai lavorato in fabbrica ma ha fatto una lunghissima “gavetta” all’interno del sindacato. Con lei, per 22 anni nella Fiom e prima donna ad avere la responsabilità del comparto auto e della Fiat, torna alla guida della Cgil la storia delle tute blu che fino all’elezioni di Cofferati (che veniva dai chimici) avevano per decenni espresso il segretario generale (da Novella a Trentin passando per Lama e Pizzinato). Negoziatrice paziente, determinata ma anche disponibile e con una grande umanità: chi ha condiviso con lei trattative e accordi la descrive come una persona che “non molla” il tavolo e che sa che lo sciopero e la lotta in generale sono funzionali al risultato. «In quegli anni – racconta un sindacalista ricordando la vertenza per la ristrutturazione della Fiat nei primi anni ’90 – viaggiavamo tanto, eravamo spesso impegnati fino alla sera tardi, a volte la notte. Lei, che aveva la figlia piccola (Alice, adesso 22 anni) cui dedicava ogni momento libero, cercava in tutti i modi di tenere insieme il suo ruolo con la dimensione affettiva». «Quello dei metalmeccanici era un ambiente maschile e maschilista – dice Ottaviano Del Turco che era segretario generale aggiunto della Fiom a metà degli anni ’70 quando entrò la Camusso – e le donne erano pochissime. Non avrei mai detto allora, anche se in molti lo dicono ora, che sarebbe diventata segretario generale, ma aveva comunque una forte personalità






